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Il telefono squilla, Gemma risponde. E' un vecchio amico che chiama da Sarajevo e le chiede di ritornare in quella città.
Gemma prende un aereo con suo figlio Pietro e si ritrova catapultata nel passato, in quella città straziata dalla guerra,
nella quale ha conosciuto l'amore.
In un continuo balletto di presente e passato, ricostruiamo la vita della protagonista e scopriamo davvero cosa la lega a quella città, dove la guerra ne ha cambiato il destino.
Non è la prima volta che Margaret Mazzantini riesce ad accendere le mie EMOZIONI fino a farmi PIANGERE.
“Venuto al mondo” è un libro DOLOROSO, INTENSO... DISARMANTE. L’ho letto lentamente… come si fa con le COSE BELLE… per “gustarlo”, per viverlo intensamente.
L'AMORE e la GUERRA sono fili che in questa storia si incrociano dall'inizio alla fine, creando una trama narrativa che avvolge totalmente il lettore.
Un LIBRO che consiglio vivamente…

ISOLE di zucchero filato, ovattate, cotonate… perse nell’immenso firmamento.
Mutano la forma con il loro divenire, spazzate via dalla brezza... da una rabbia che impetuosamente cresce…
dalle note magiche di un TOCCO LEGGERO.
Si agitano, si placano per ritornare a rincorrersi come FARFALLE INNAMORATE.
Scaricano lacrime, saette di energia per poi tingersi con i colori pragmatici di un ARCOBALENO.
Viaggiano, raggiungono cime altissime, paesaggi emozionanti…
Poi, col tempo, si esauriscono e con i giorni silenziosamente scompaiono…
... queste sono le VITE…

Splendida Mario…
soave e delicata come una FARFALLA dai petali vellutati… che al sole accende i suoi pigmenti regalando sfumature che sanno di CIELO… di SUD.
Occhi color cobalto che si scompaginano con le tonalità delicate del MARE…
Sensuale è LA TUA FIGURA che si confonde, all’imbrunire, con le delicate atmosfere del crepuscolo… e la LUNA in questo paesaggio quasi disegnato inizia la sua danza nella ricerca disperata di un abito da indossare per dominare la tua eterea bellezza.
Sei la MUSICA suprema che le corde di un violino possano plasmare. Lentamente ti disperdi nell’aria con piccoli estasi di sublimo piacere…
Sei un FARO che guida, con la sua presenza forte ed energica… una piccola imbarcazione alla deriva… ... IO…
Marioooo…
hai visto che PENSIERO ho avuto per TE?
Sembra quello di un amore platonico, quasi sofferente e non corrisposto! Ahahahah!!! 
Ma il nostro bene è materia… che si forgia nei momenti trascorsi insieme sia a lavoro che nel privato.
Questo post è per ringraziarti per tutte le volte che mi sei stata vicina nei momenti “difficili”… ed IO, ora, nel mio piccolo… ti terrò la mano per percorrere, insieme… il sentiero della VITA.
Ti voglio BENE!!!

Ci abitano dentro… ci fanno vibrare... come un fuoco, come un mattino col suo nascere, come acqua fresca che disseta…
Poi lentamente…
… quel rogo ardente si spegne e le sue ceneri, abusate dal vento, si disperdono con la sua assenza… Così quel giorno meraviglioso soavemente si spegne… e la goccia si disperde in un mare povero di riflessi…
Muore…
… un sentimento che prima viveva, un’anima che in noi si muoveva, che ci sussurrava…
Ora nulla di esso ricordiamo perso nell’oblio del nulla.
Questo è tutto ciò che resta degli amori finiti.
"Voi che vivete sicuri / Nelle vostre tiepide case, / Voi che trovate tornando a sera / Il cibo caldo e visi amici: / Considerate se questo è un uomo / Che lavora nel fango / Che non conosce pace / Che lotta per mezzo pane / Che muore per un si o per un no. / Considerate se questa è una donna, / Senza capelli e senza nome / Senza più forza di ricordare / Vuoti gli occhi e freddo il grembo / Come una rana d'inverno. / Meditate che questo è stato: / Vi comando queste parole. / Scolpitele nel vostro cuore / Stando in casa andando per via, / Coricandovi alzandovi; / Ripetetele ai vostri figli. / O vi si sfaccia la casa, / La malattia vi impedisca, / I vostri nati torcano il viso da voi." Primo Levi
Un testo lacerante, una testimonianza senza precedenti… un libro che mi fu regalato tempo fa da una persona che stimo molto… la mia amica Novella.
Un uomo, quello che Primo Levi descrive nella sua autobiografia, annientato nei campi di sterminio, che diventa bestia, solo contro tutti; perchè questa è l'unica forma di lotta per la sopravvivenza. Per non dimenticare MAI...

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore.
Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli.
È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare.
Non è un thriller, né un romanzo storico, né un romanzo di formazione. Non si può inglobare in nessuna definizione, ma le comprende tutte. L’opera di Carlos Ruiz Zafón si conferma ancora una volta il risultato, affascinante, di una commistione di generi, in cui si tenta di conciliare la narrativa introspettiva e psicologica tipica della tradizione letteraria della vecchia Europa, con le trame avvincenti del thriller contemporaneo.
Il risultato è un romanzo epico, in cui gli eroi e le eroine si muovono in uno spazio interstiziale, senza tempo.
Parigi dai mille volti... dalle mille sfaccettature, dai mille aspetti, una città che è da secoli sempre fedele a se stessa e sempre in continuo rinnovamento. Parigi cambia, aveva scritto Charles Baudelaire, cambia "più in fretta del nostro cuore" la sua evoluzione assomiglia più ad una rivoluzione che a un cambiamento.
Fiore e Nadia “d' Arco”… Spedizione speciale a Parigi!
Neanche il freddo parigino è riuscito a placare la voglia d’avventura delle nostre due eroine… Le due “Pulzelle” per giorni hanno raso al suolo la città, perdendosi tra la folla di curiosi accorsi da tutto il mondo per ammirare le meraviglie parigine...
Tutti rigorosamente con gli occhi spalancati attenti a carpire tutti i segreti della città più romantica... vestita a festa, avvolta da mille luci di un magico Capodanno.

Addio 2008!
Sei stato il percorso del mio cammino, tanti “corridoi”, “strade sterrate”, “autostrade” dritte e immense… “panorami” sconfinati bellissimi. I tuoi percorsi sono stati per me una sorpresa, stupore ma anche dolore.
Eccomi qui, stasera, a ringraziarti per tutte le EMOZIONI che hai regalato alla mia VITA… ora… che sei solo ultimi granelli della clessidra.
Domani, quando una folata di vento avrà spazzato via la sabbia che da te si sarà staccata per dare spazio ad un nuovo percorso… TU… in ogni caso, resterai per sempre nei miei RICORDI.
Flowerangel

IO...
INDIVIDUALITÀ sempre fuori dalle righe. IO... che SOGNO SOLO ad occhi aperti.
IO... che la parola AMARE fa rima con ASSOLUTO.
IO... un po' DONNA e un po' BAMBINA. IO... sempre con l’argento vivo addosso.
IO... che non fermo mai i pensieri e accendo tramonti bellissimi con i colori della mente.
IO... che non mi sento MAI sola, anche quando a farmi compagnia sono le quattro nude pareti di casa mia.
IO... contraddizione vivente, per il mio essere Narcisa ma Profonda nello stesso lasso di tempo...
IO... Flowerangel!
Quante onde si sono infrante sulla nostra vita, quanti "tsunami" hanno distrutto,
in un attimo, ciò che amorevolmente avevamo costruito…
Però le tempeste si placano, il mare diventa limpido e trasparente e le sue acque riflettono una nuova immagine.
Meravigliosa è la vita… che come una mano ci afferra e ci porta alla deriva!
LA VITA NON FINIRA' MAI DI STUPIRMI!
Questo è il mio MOTTO... e ancora una volta ne ho avuto la prova!
Già... La vita è un turbine di emozioni negative e positive, dove prima o poi, ciò che spargiamo, ci torna indietro come un boomerang impazzito…
La vita è così. Un effetto controproducente! (Non sorrido... ma rido di gusto)

I SOLDI bruciano i ricordi, annientano i rapporti… distruggono il passato e il presente.
Pezzi di carta di svariati colori che sporcano le mani di "sangue", che ci inducono a scegliere gli interessi ai sentimenti... ai rapporti umani.
Sorrido oggi a un sms che con modestia mediocrità mi chiedeva denaro, soldi che io un tempo, nonostante mi spettassero, non ho voluto… ma che oggi mi sono stati sfrontatamente pretesi...
I MIEI soldi te li regalo, non saranno poche centinaia di euro a cambiarmi la vita… ma tu dimentica il mio nome, dimentica ciò che sono stata, perché questo voglio essere per TE... DENARO che non sarà più tuo quando dalle tue mani passerà ad altre per comprarne bisogni e futilità…
IO sono quei "soldi" che adesso non ci sono più. La mia ragione, che tu hai definito "persa", l'ho ritovata nel momento in cui ho capito veramente CHI ERI.
Ad una persona ormai dimenticata.
In genere, nella vita, non sono così lapidaria, cerco sempre di vedere del buono nella gente, ma quando la materialità porta in scena tutta la sua brutalità, in questo caso, so di non aver perso nulla!
Punto fermo.
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti, di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti...
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini

Il più bello dei mari
Il più bello dei mari è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.
Nazim Hikmet

Che allegria, vivere e sentirsi vissuto. Arrendersi alla grande certezza, oscuramente, che un altro essere, fuori di me, molto lontano mi sta vivendo. Che quando gli specchi, le spie, mercurio, anime brevi, confermano che sono qui, io, immobile, serrati gli occhi e le labbra, chiuso all'amore della luce, del fiore e dei nomi, la verità transvisibile è che cammino senza i miei passi, con altri, là lontano, e lì sto baciando fiori, luci, parlo. Che esiste un altro essere con cui io guardo il mondo perchè sta amandomi con i suoi occhi. Che esiste un'altra voce con cui io dico cose non sospettate dal mio gran silenzio; ed è che anche mi ama con la sua voce. La via - che slancio ora! -, ignoranza degli atti miei, che lei compie, in cui lei vive, duplice, sua e mia. E quando lei mi parlerà di un cielo scuro, di un paesaggio bianco, ricorderò stelle che non ho visto, che lei guardava, e neve che nevicava nel suo cielo. Con la strana delizia di ricordare di aver toccato ciò che non toccai se non con quelle mani che non raggiungo con le mie, tanto distanti. E spogliato di sé potrà il mio corpo riposare, tranquillo, morto ormai. Morire nell'alta certezza che questo viver mio non era solo il mio vivere: era il nostro. E che mi vive un altro essere di là della non morte.
Pedro Salinas La voce a te dovuta 1933

L’orologio fermo tra un giorno e un altro, un viaggio ai confini dell' illusione... sbiadiscono così, nel groviglio dei pensieri, quelle ingannevoli ombre di ieri.
Mentre una bionda Luna, nell'intervallo tra piena e nuova, inesorabile continua la sua danza di conquista...
Flowerangel

Se fino a pochi mesi fa la frase: <<Tu a breve farai una vacanza in camper…>> mi avrebbe fatto ridere, visto che ho sempre evitato questo tipo di esperienza, ora, a distanza di pochi mesi, sorrido di gioia e soddisfazione per la vacanza più bella e originale che io abbia mai fatto… come? In CAMPER!!!!
Infatti, l’estate 2008 è stata all’insegna del divertimento allo stato puro… Io, Nadia, Tartino e il “ciccione” (è il nome che abbiamo dato al camper vista la sua avvenente struttura) ci siamo inoltrati per mari & monti, senza una fissa dimora, senza l’ansia di dover prenotare l’albergo… noi l’hotel l’avevamo sempre a portata di mano… in sostanza al seguito.
Comodo, spazioso, rassicurante, bello e con tanto di bagno per i miei profumi, maquillage e cianfrusaglie varie (mi sono portata dietro una casa), insomma confortevole quasi come una vera dimora!!! Col camper anche la Salerno - Reggio Calabria è stata quasi una passeggiata.
Sei dinanzi ad una coda chilometrica causa dei ventennali lavori nella famosa autostrada calabrese?
Niente abbattimenti… uscite “dall’autostrada” col camper (elemento indispensabile per questo tipo di problema) e raggiungete la prima località balneare, prendete tranquillamente il sole e restateci tutto il giorno finché la viabilità sarà più favorevole… ahahahah!!! In sostanza è quello abbiamo fatto noi. Che gran senso di LIBERTA’!
Ho realizzato un post con alcune foto delle mie… ops… NOSTRE VACANZE. Ci sono io (cappellino nero), Nadia (cappellino bianco), il “ciccione” (non ha bisogno di presentazioni, si mostra da solo), e… Tartino? Oh! Lui non si vede… era dentro al “ciccione”!!! Ahahahah!!!
Insomma una vacanza alla Thelma e Louise senza cabrio e con lieto fine!!! 


Antò, ti ricordi il nostro primo incontro? Te lo ricordi?
Tu eri appena un ragazzino di 12 anni ed io una giovane animatrice di 24.
Ricordo che riuscisti subito a farti distinguere tra quella folla di adolescenti esaltati, di quella colonia estiva, che chiedevano… chiedevano… mai contenti… TU, con la dolcezza che da sempre ti caratterizza, ti avvicinasti a me chiedendomi: <<Posso darti una mano con i più piccoli?>>. Quella frase mi colse in fragrante e con un sorriso ti accolsi a me. Da quel giorno tu diventasti come la mia ombra che, baciata dal caldo sole d’agosto, continuava imperterrita a seguirmi… SEMPRE...
Non ti nego che dopo un po’ quasi fui "tormentata" della tua onnipotente presenza, ma scoppiai di tenerezza quando un giorno arrivasti con una letterina e dei cioccolatini a forma di cuoricino dicendomi che ti eri innamorato di me. Sorrisi allora e sorrido adesso per la dolcezza che mi provocasti. Da quel momento sapevo che rappresentavo un modello per te e cercai di non deluderti mai. Diventasti il mio prediletto, guai chi mi toccava il mio Antonino!!! In tutti questi anni ti ho visto bambino, adolescente, ragazzo… poeta, scrittore… maledettamente dolce e, ora, quasi uomo.
Un filo ci ha tenuto legati per tutti questi anni, una grande AMICIZIA! E anche se io andai via per motivi di lavoro ogni estate ci ritrovavamo con lo stesso entusiasmo di sempre. Antò, quanto mi mancano le nostre lunghe chiacchierate in macchina a raccontarci i nostri più intimi segreti. IO sapevo tutto di TE e tu eri l’unico di cui io mi fidassi, a cui IO avevo aperto il mio cuore che custodiva i miei più reconditi segreti. Perché adesso non sei più materia? Perché l’eco della tua voce, quel tono singolare, mi tuona nelle orbite incessantemente… I nostri ricordi sono nitidi e tersi come il cielo che ci ha accompagnato nelle lunghe passeggiate in macchina d'estate... Ti vedo ancora con i tuoi gesti, le tue dolci espressioni da cucciolo.
Sei volato via prima che io potessi abbracciarti per l’ultima volta… poche ore dopo avere ascoltato la tua voce, ricevuto il tuo sms. Io ridevo ignara e tu silenziosamente ti spegnevi.
Sono sempre i migliori a lasciare un mondo sempre più popolato da sentimenti negativi… tu eri un composto d’amore, di dolcezza, saggezza e grazia.
Antò ti sto abbracciando con la mia anima ora... e lo farò per sempre. Ciao cucciolo!  Tua Fiorangela

Oggi 29 luglio 2008 per me doveva essere il giorno più importante, un traguardo che si raggiunge dopo anni di duri sacrifici, eppure è bastato un messaggio da parte di una persona che ormai non fa piu’ parte del mio vissuto quotidiano ma che io ricordo sempre con molta tenerezza. Un malinteso non chiarito… un film scritto e registrato senza che io ne fossi informata. Lo spazio di oggi lo dedico a te Gabriella, ex cognata mai dimenticata e al mio più grande traguardo… l’immissione in ruolo. Quante emozioni in un giorno… e navigo così tra la gioia e il dolore!
(P.S. Dopo appena quindici giorni dalla pubblicazione di questo post, in Sicilia, in Agosto, ho chiarito con la dolce Gabriella. E' stato bello appurare che tra ME & LEI non è cambiato nulla... Regna sempre lo stesso sentimento profondo che ci ha legato per tanti anni, che ci ha viste cognate... amiche, sorelle. Ti voglio bene "Gabia"!)

Tra le pagine del mio diario dei ricordi ci sono i 10 anni più belli della mia infanzia... quando ci si divertiva con niente, quando bastavano un pallone o una bambola, un pezzo di gesso per disegnare una campana e una corda da saltare.
Non c'era internet, non c'era google, non c'erano telefonini, reality show nè tecnologia. Per sapere le notizie bisognava aspettare il telegiornale, le ricerche si facevano in biblioteca, e per telefonare bisognava prima ricorrere a una macchina stranissima che convertiva le monete in gettoni, e poi si doveva trovare una cabina libera...
Sono stati 10 anni pieni di cadute e ginocchi massacrati, di pomeriggi pieni di pane e nutella o pane burro e marmellata.
Siamo stati gli ultimi bambini davvero ingenui e candidi... per cui non esistevano i doppi sensi e bastava una sguardo per farci arrossire... Eravamo... siamo NOI... quelli degli ANNI 80!!! >> CLICCA <<

Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
Libro bello ed indubbiamente emozionante, di facile lettura e con personaggi che spiccano per la loro semplicità. La purezza di Hassan e del piccolo Sorab, lo spaccato storico, così vivo e attuale, su Kabul e il martoriato Afghanistan, valorizzano il romanzo e portano il lettore a riflettere sull’identità di patria, sulla strumentalizzazione di una religione più politicizzata che vissuta, sulla dignità dei sentimenti umani.
Coinvolgente, sconvolgente, meraviglioso, profondo, appassionante come pochi... anche se "Mille splendidi soli", dello stesso scrittore, l'ho trovato forse più intenso perchè più vicino alla condizione femminile.

Questo piccolo regalino è solo per TE... mio UNICO AMORE...
“A TE… che sei… - L’unica ragione per arrivare fino in fondo - Ad ogni mio respiro - Quando ti guardo - Dopo un giorno pieno di parole - Senza che tu mi dica niente - Tutto si fa chiaro…”
Bastano le note poetiche di questa canzone… della NOSTRA canzone, per sostenere ciò che sento e ciò che TU… con la tua dolcezza ogni giorno mi regali.
Te lo dico ora e le lo dirò per sempre: TI AMO non da morire ma… da VIVERE!!! >> Clicca <<

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